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Cervello del ventre, cervello del cuore, cervello della testa.

La nostra società ha deciso che la testa è la nostra parte più importante, perché c’è il volto, lo sguardo e il nostro computer interno. Dandoci l’illusione che l’Io sia proprio lì. Ma l’Io è un Noi!

E a governare il nostro essere, con altrettanti neuroni e sinapsi, insieme al cervello della testa ci sono anche quelli del cuore e del ventre.
Ognuno ha la sua competenza specifica: la testa valuta e computa, come un computer analizza e verifica dati. Il cervello del cuore invece, mantenendoci al centro, ci relaziona, ci contestualizza, riferendoci all’ambiente, facendoci provare sentimenti e consentendoci di dare valore alle relazioni. Collega la nostra presenza agli altri e alla situazione, facendo in modo di salvaguardare il nostro centro e il nostro valore.
Mentre il cervello del ventre decide. Sì, decide lui. La pancia prende le decisioni importanti, quelle che, se anche valutiamo i pro e i contro con la testa, se ne infischiano e alla fine, aldilà di tutto, si mettono in moto a prescindere da quello che pensiamo. Quelle che ci salvano la vita, o ce la distruggono. Ma che da qualche parte, a livello recondito, sono legate alla nostra sopravvivenza, alle idee e associazioni che il nostro inconscio alberga a questo proposito.

Quando il centro decisionale della nostra pancia è in connessione con il centro relazionale del cuore e quello del nostro computer, avrà tutti i dati per poter agire e decidere in modo completo. Niente situazioni incomprensibili, allucinanti, come invece la più parte delle persone specie in campo affettivo o lavorativo si ritrovano a dover affrontare.

Il cervello della testa non è fatto per comprendere i nostri istinti e capire la qualità delle nostre relazioni nella loro verità, può farne una stima e una valutazione astratta, ragionevole. Quando quindi gli chiediamo di cimentarsi in un campo che non è il suo si creano inequivocabilmente grossi malintesi.

John Veltheim ha dedicato online un corso incentrato su questo argomento chiamato The Soul’s Journey-Exploring the Mind & 3 Brains, aperto anche a chi non ha precedenti di Bodytalk. È illuminante.

Ci troviamo in una situazione in cui viene data massima dignità al computer, al cervello della testa, anche riguardo a funzioni per cui non è stato designato – e che quindi è impreparato ad affrontare – a totale discapito del cervello del cuore e del cervello del ventre le cui funzioni sono altamente ignorate e sottovalutate. Questi ultimi quindi sono trattati come quei lavoratori a cui non viene dato alcun riconoscimento, di cui non viene legittimata l’abilità né presa in considerazione la dignità e che quindi si ritroveranno ad arrancare nel loro campo fino a ritrovarsi confusi sulla qualità e sulla realtà delle loro competenze. Finiranno per non saper più fare il loro lavoro.

Mentre invece il cervello della testa, il primo della classe, quello con tutti gli onori e le luci della ribalta, si ritrova a occuparsi di ambiti per i quali non è stato concepito e configurato. Ma non può perdere la faccia, farà del suo meglio, e cercherà di dare un punto di vista ragionevole che tenga conto dei pro e dei contro… Un bluff! Visto che nel nostro essere di carne e d’ossa, psiche e sensi, questo non sempre è sufficiente per diradare la complessità delle situazioni e fare chiarezza in questioni relazionali o esistenziali. Per sondare lo spessore emozionale e contestuale di cui siamo fatti. Per evitare le trappole in cui vogliamo smettere di ricascare continuamente, specie nella scelta delle relazioni, degli affetti, delle persone di cui ci circondiamo. Delle scelte importanti.

Per questo servono altri strumenti, quelli giusti. Ma hanno bisogno di essere compresi, riconosciuti. Legittimati. Perché possano adempiere appieno alle loro funzioni. E per uno svolgimento armonico, i tre centri hanno bisogno di lavorare in sinergia. Così che io possa da un lato valutare e dall’altro pormi al centro di una situazione, dell’intreccio di relazioni che essa comprende, per poter decidere in maniera consona. Equilibrata e totale.

Ma la ripartizione di ruoli e competenze dei tre cervelli riguarda ovviamente anche il lato fisico e fisiologico. Quante decisioni fisiche vengono prese in automatico? Perché sono state registrate in tal senso a seguito di una qualche esperienza e poi mai più rivedute e corrette? Mai più sottoposte ad un aggiornamento delle valutazioni in corso?

L’allineamento dei tre cervelli implica una collaborazione e rivalutazione dei parametri vigenti nel sistema e dei programmi attivi sia a livello fisico che comportamentale e sottile.

E tra gli strumenti che Bodytalk può offrire c’è anche la possibilità di portarci a questo allineamento tra i nostri tre centri, le nostre intelligenze. Per risvegliarle in noi e consentirci di essere le persone sane, integre e totali, allineate con il proprio percorso esistenziale, la propria riuscita, che possiamo davvero permetterci di diventare.

Se decidiamo che vogliamo darci questo permesso.

 

Namaste*

 

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