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La coscienza penetra la vita, il corpo, la materia

Perché funziona Bodytalk? Perché il focus di una persona che riesce a sintonizzarsi, in ascolto, sul livello di coscienza della saggezza innata del corpo, può poi contribuire a rimodellare le relazioni di quel corpo stesso? Che cosa succede?
Cosa succede nel momento in cui l’attenzione di una presenza esterna osserva una certa configurazione? Cosa ci succede quando qualcuno ci guarda da dietro a nostra insaputa? Ci voltiamo, ce ne accorgiamo! Quindi percepiamo l’osservatore che in qualche modo ci rende attenti. Consapevoli della sua presenza. E di riflesso, della nostra.
Con Bodytalk accade proprio questo. Il corpo si accende, si desta, sente che qualcuno lo guarda per aiutarlo a riconfigurarsi.
Per di più questo qualcuno gli sta chiedendo che cosa suggerisce, il corpo stesso, per poter lavorare ed esistere con più serenità, ottimizzando le sue risorse ed operare in pace.
Accade quindi che il corpo si senta considerato come intelligenza, coscienza. Che si senta legittimato nella sua essenza e nel suo sentire. Visto. Nella sua qualità di essere senziente e intelligente.
Anche a livello della psiche, del comportamento, chi non si sente visto, riconosciuto, accettato e capito per quello che è, si ritrova smarrito, confuso. In un certo senso oscurato nella propria consapevolezza di sé. Non sa più fino a che punto ciò che sente sia vero, ciò che pensa sia giusto. Inevitabilmente si crea frustrazione e inibizione. E soprattutto confusione.
Vedere qualcuno, guardarlo con consapevolezza, crea legittimità e fiducia. Riconoscimento. Ordine. Come se tutto fosse al suo posto in una legittima relazione con il resto, con il mondo. E con l’altro.
In una sessione di Bodytalk dunque un focus neutrale e accogliente, il Bodytalker, guarda il corpo e vede, ascolta, ciò che esso ha da dire. E poiché la struttura di questo focus chiede quali siano le priorità per migliorare l’assetto del corpo, esso gliele mostra. Indicando quindi ciò che può essere migliorato, ciò che va risolto, ciò che va eliminato, ciò che va amplificato e tutto ciò che ha bisogno di essere ricollegato. Nell’ordine sequenziale che occorre. Cosicché i collegamenti, i rilasci e le nuove implementazioni – gli upgrade – possano avvenire a partire dalle fondamenta.
In modo da creare una solida base per un nuovo equilibrio. Una nuova versione di sé, del proprio assetto e delle proprie relazioni, in cui sentiamo a livello di tutto il corpo-mente che ciò che siamo è riconosciuto, valido, prezioso e unico.

E quindi sano.

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