Blog

Paesaggi interni

Il nostro corpo è l’intreccio concreto e sottile della nostra storia, dei nostri punti di vista, sulla vita, noi stessi, gli altri. Un alambicco di trasformazioni, stati liquidi, solidi, scariche elettriche, gas. Flussi in cui il pensiero, le emozioni e la materia concorrono a plasmare ogni cellula, oltre che i passi della nostra vita. Per semplificare si può dire che i nostri livelli emozionali e la qualità dei nostri pensieri creano un “ambiente interno”, temperature specifiche, un clima.
E quindi dentro di noi vigono certi eco-sistemi, certe strade preferenziali che vengono percorse più di altre, certe condizioni metereologiche che si ripetono… Alcuni solchi vengono arati continuamente, altri campi vengono lasciati completamente incolti… non ricevono mai la nostra attenzione, su di essi non batte mai il nostro sole.

E’ questo il paesaggio interno che l’intelligenza del nostro corpo monitora continuamente. Il vastissimo circuito d’informazioni che deve computare ogni istante, oltre all’infinita sequenza di imput che provengono dall’esterno… Stiamo parlando di numeri con moltissimi zeri. Una quantità impressionante di calcoli e operazioni omeostatiche, volte cioè a portare l’equilibrio nel sistema.

Il nostro corpo sta sempre realizzando un equilibrio, è il suo lavoro. E in questo somiglia da vicino all’universo. In tutta la natura i poli opposti si ribilanciano a vicenda, ognuno aggiungendo dove l’altro ha tolto, sempre in relazione, creando le situazioni più disparate. Molteplicità e bellezza.

Sempre in relazione. E’ questa la caratteristica del nostro mondo duale. Giorno, notte, caldo, freddo, umido, secco e tutte le meravigiose interazioni che tessono incontrandosi. Trovandosi in un punto piuttosto che in un altro, in una danza in cui si sperimentano sempre nuove combinazioni, condizioni, sfumature e un mondo variopinto di gradi intermedi. Anche noi funzioniamo così.

Cosa succede quindi se il mio pensiero, e a seguire, gli stati emozionali che mi suscita, e a seguire, le risposte chimiche che provoca, vanno sempre nello stessa direzione? Se a martello battono sempre lo stesso chiodo?
Se la strada che percorro è sempre la stessa?

Le ruote di un carro passando, creano un solco, usura.

Certe parti del corpo, subissate dall’uso, cominciano a deteriorarsi, si indeboliscono, si infiammano o cominciano ad essere carenti di un elemento piuttosto che di un altro. Cominciano i dolori.

L’informazione nel corpo finisce con lo scorrere sempre nello stesso verso, seguendo percorsi forzati che l’abitudine ha ormai consolidato. L’energia si trova incanalata “suo malgrado”… E l’intelligenza del corpo si ritrova limitata nella sua azione. Per cui o la si sottrae dall’iper-stimolazione continua che richiedono la nostra società e le nostre giornate, perché riesca a riequilibrare tutto il sistema, o andrà sempre a risolvere il problema più grave a discapito dei mali minori. Che però se trascurati prima o poi diventano maggiori…

BodyTalk serve esattamente a questo.

A dare all’intelligenza del corpo un momento fuori dall’affollata routine delle sue occupazioni, in cui le si chiede: Che cosa ti serve? Che percorsi alternativi a quelli vigenti ti sarebbero utili? Quali vie di comunicazione non sono più funzionali? Che collegamenti vuoi ripristinare per primi? Dammi la sequenza…

E così si procede, come indicato… qui si fa un ponte, qui si riempie un fosso, qui si svuota, qui si fa scorrere.. e via dicendo. Si creano i percorsi energetici e fisiologici che ripristinano l’equilibrio.

Un clima in cui si alternino le stagioni, per far rifiorire lo spirito di quei luoghi, avendo chiesto proprio a lui, quali fossero le cifre nascoste e perfette del suo paesaggio.

You Might Also Like